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“BRICS e Occidente: il bivio della storia”

04-09-2025 17:51

Luca Buonopane

Storia Geopolitica Economia Società,

“BRICS e Occidente: il bivio della storia”

Ad ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, l’ordine bipolare costruito attorno a Stati Uniti e Unione Sovietica è ormai un ricordo.

L’emergere dei BRICS

Ad ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, l’ordine bipolare costruito attorno a Stati Uniti e Unione Sovietica è ormai un ricordo. Il blocco sovietico è crollato tra il 1989 e il 1992; da allora l’America ha tentato di mantenere un ordine universale, ma questa fase storica è oggi esaurita.
La nascita e l’espansione dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, poi Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi e, dal 2025, anche l’Indonesia) ha creato le basi di un ordine multipolare. Non più un solo centro, ma una pluralità di poli, soprattutto nel Sud Globale. Come ha notato Immanuel Wallerstein, *“il sistema-mondo capitalistico vive di cicli egemonici e di crisi strutturali”*¹.

I BRICS hanno sistemi economici e sociali differenti: alcuni sono dittature, altri democrazie. Ciò che li unisce, però, è una visione strategica di lungo periodo: porre fine alla supremazia unipolare dell’Occidente. Su questo avanzano compatti e coesi, convinti del loro punto di vista, e questo elemento prevale sulle divisioni e contraddizioni interne, che pure esistono. Resta comunque il fatto che i BRICS rappresentano una realtà forte e in crescita, come mostrano i dati nella tabella seguente.

📊 Dati 2025 sui BRICS

IndicatoreDato stimatoFonte
Popolazione globale rappresentata~45% (3,5 miliardi)World Bank, World Development Indicators, 2025¹
PIL mondiale (PPP)~30%IMF, World Economic Outlook, 2025²
Commercio mondiale~25%WTO, World Trade Statistical Review, 2025³
Membri10 (espansione in corso)BRICS Official, BRICS Membership Announcements, 2025⁴
Settori di forzaEnergia, demografia, infrastrutture strategicheUNCTAD, World Investment Report, 2025⁵

La crisi dell’Occidente

 

Come si è giunti a questa situazione? L’Occidente – inteso come Stati Uniti, Europa, Giappone, Canada, Australia – è caduto vittima di un duplice errore:

Presunzione antropologica e culturale, convinto che i propri valori e modelli fossero universali.

Miopia economica, affidandosi quasi esclusivamente alla logica dei mercati e alla riduzione dei costi.

Abbiamo così consegnato alla Cina il ruolo di “fabbrica del mondo” in cambio di profitti immediati, impoverendo il tessuto industriale, indebolendo le istituzioni e smarrendo beni immateriali come cultura, sacrificio e coesione sociale. Zygmunt Bauman parlava di “modernità liquida”, una condizione in cui tutto diventa flessibile, incerto e consumabile⁶.

Sempre di più il profitto rapace e immediato è diventato la bussola delle decisioni politiche ed economiche. Le istituzioni si sono svuotate, la politica si è ridotta a slogan elettorali, perdendo la capacità di proporre una visione del futuro. È così cresciuta l’astensione elettorale, segnale di una società anomica, in cui il “noi” si dissolve e ognuno naviga a vista.

Cornelius Castoriadis scriveva che “una società vive solo se crede nelle proprie istituzioni”; altrimenti scivola in una crisi di senso⁷.

 

📉 Segnali di crisi in Occidente

SettoreDato chiaveFonte
Disuguaglianza economicaIl 10% più ricco detiene il 60% della ricchezza in UE e USAOECD, Income Inequality Data, 2024⁸
Debito pubblicoUSA: 123% del PIL; Italia: 137% del PILFMI, Fiscal Monitor, 2025⁹
Declino culturaleTasso di lettura libri in UE sceso al 50% (-10 punti dal 2005)Eurostat, Cultural Statistics, 2024¹⁰
Fiducia nelle istituzioniNegli USA solo il 20% ha fiducia nel CongressoPew Research Center, Trust in Government Survey, 2024¹¹

Verso un Nuovo Rinascimento Europeo e Occidentale

È giunto il momento di una seria autocritica. Occorre riscoprire i valori fondativi: libertà, democrazia, giustizia sociale, valorizzazione dell’individuo. Ma non basta enunciarli: bisogna incarnarli in politiche concrete che ricostruiscano beni pubblici, scuola, sanità, industria.

Come ammoniva Jürgen Habermas, *“la democrazia è fragile se non poggia su uno spazio pubblico vitale, capace di formare opinioni e volontà comuni”*¹².

Politiche per un Nuovo Rinascimento

Europa: sistema istituzionale capace di decisioni rapide e coordinate in politica estera, difesa, ricerca, sviluppo, sistemi bancari e fiscali.

Scuola e formazione: investimenti in istruzione pubblica, classi meno sovraffollate, ricerca e formazione di cittadini consapevoli.

Sanità: sistema universale e inclusivo, difeso dalle privatizzazioni.

Industria: politiche industriali verdi, reshoring produttivo, ricerca in energia, IA e biotecnologie, con centralità della dignità del lavoro.

Beni pubblici: acqua, energia, telecomunicazioni sotto controllo pubblico, asset strategici per il futuro.

Come finanziare il Rinascimento Occidentale

📊 Schema delle risorse

Fonte di finanziamentoStima risorseDestinazioni
Fondi UE (Next Gen, Horizon, FSE, FESR, Coesione)~€1.000 mldScuola, sanità, infrastrutture, innovazione¹³
Green & Social BondsVariabile (decine mld/anno)Transizione ecologica e sociale¹⁴
Politiche fiscali redistributive+€150 mld/anno (stima OCSE)Welfare, istruzione, ricerca¹⁵
Razionalizzazione spesa militareDecine di miliardiRilancio beni pubblici¹⁶
Partenariati pubblico-privati eticiVariabileIndustria e ricerca¹⁷

Conclusione

 

Il mondo non è più centrato sull’Occidente: siamo divenuti un polo fra altri. Ma ciò non significa irrilevanza, se sapremo riscoprire la profondità dei nostri valori. Uno dei nostri più temibili avversari sarà la nostra ipocrisia, la nostra falsa coscienza.

La storia non è mai immobile: in ogni passaggio epocale l’umanità si trova davanti a un bivio. O restiamo imprigionati nella nostalgia del passato, o trasformiamo la crisi in occasione di rinascita.

Un Nuovo Rinascimento non è un semplice ritorno, ma un atto creativo, capace di fondere tradizione e futuro. L’alternativa è chiara: tramonto o rinascita. Ma, come ogni scelta decisiva, essa si compie nella libertà. Tocca a noi decidere se essere spettatori del declino o protagonisti di un nuovo inizio.

 

Note a piè di pagina

 

Wallerstein, I. The Modern World-System (New York: Academic Press, 1974-1989).

IMF, World Economic Outlook, 2025.

WTO, World Trade Statistical Review, 2025.

BRICS Official, BRICS Membership Announcements, 2025.

UNCTAD, World Investment Report, 2025.

Bauman, Z. Modernità liquida (Roma-Bari: Laterza, 2000).

Castoriadis, C. L’istituzione immaginaria della società (Torino: Einaudi, 1975).

OECD, Income Inequality Data, 2024.

FMI, Fiscal Monitor, 2025.

Eurostat, Cultural Statistics, 2024.

Pew Research Center, Trust in Government Survey, 2024.

Habermas, J. Fatti e norme. Contributo alla discussione teorica sull’idea di democrazia (Milano: Il Mulino, 1992).

European Commission, Next Generation EU & Horizon Europe, 2025.

European Investment Bank, Green & Social Bonds Report, 2025.

OECD, Revenue Statistics, 2024.

SIPRI, Military Expenditure Database, 2025.

European Commission, Public-Private Partnerships Guidelines, 2025.